Terzo disco solista per
John Moreland, continua a dividersi tra l’approccio elettrico utile a costituire il controcampo luminoso di
High on Tulsa Heat, e mantenendo immutata la stessa allucinata capacità di raccontare il lato oscuro della società americana quando si affida alla ballata acustica, voce e chitarra.
Il bilanciamento elettro/acustico funziona,
Hang Me in the Tulsa County Stars,
American Flags in Black & White e
Cleveland County Blues da una parte e
Heart's Too Heavy e
White Flag dall’altra, e credo che sia il giusto approccio all'America contemporanea che viene raccontata attraverso la 'storta' deformante e riflessiva delle chitarre.
Vita e speranza, canzone sincere, morbidi rock ospitali come
Sad Baptist Rain,
High on Tulsa Heat e
Losing Sleep Tonight, “
This is a record about home. Whatever that is,” spiega Moreland, e l'improvvisa, ma attesa, sterzata verso una dimensione poetica intimista, si autogiustifica da sola ad ascoltare
Cherokee e
You Don't Care For Me Enough to Cry.
A frullare tra loro esperienze e linguaggi della musica nell’insieme di High on Tulsa Heat, dà un buon sapore.