Lunga la strada percorsa dal sestetto californiano dopo la partenza in tromba e il ritmo strepitoso di
American Moan –tanti i riconoscimenti nella West Coast e in Europa, special modo in Spagna- seppur in coabitazione con banali etichette, la voce di
Ethan Burns accostata a
Jim Morrison, testi strutturati con una ideologia e una morale politica, i
The Ragged Jubilee ricalcano queste voci più o meno furbescamente, le fanno a pezzetti (“
I don't think that question has anything to do with my music... I'm not interested in any ‘Movement’", dice Burns) e le squagliano e le tritano nel nuovo disco,
In The Valley.
Il felice connubio tra una strumentazione tradizionale, le ripetizioni ritmate del banjo, ‘dark-americana’ e il sovraccarico febbricitante del rock anni ’70 restano le caratteristiche della band del vocalist e chitarrista Ethan Burns (“
I was in a folk trio with Zac Burns and Philip Wahl before. Well I grew up listening to blues so when I started writing my own songs they just went that direction I guess, but I never tried to sound a certain way or play any particular style”). Circoscrive con l’armonica l’inizio di
In The Valley, strade desertiche e spettrali in
Whiskey su cui inizia a pesare un’atmosfera cupa, diventano seducenti sentieri di un labirinto agreste in
She's Gone raggiungendo un’alto livello di intensità emotiva e poetica nella splendida
Country Roads.
Una descrizione di sentimenti profondi –assoluti- e sfuggenti legati al ritmo del banjo, si resta stregati da una ‘melodia infinita’, mistico e languido rapimento nell’armonica che accompagna
The Love You Had, con la presunzione innocente di aspirare a far coincidere gli opposti dopo averli fatti deflagrare nel vortice di chitarre di
Wonderin'. Con la trascinante
Hey Mama il banjo affonda in una spirale di polvere, le ramificazioni delle percussioni e la tromba che lentamente si impossessa della scena, diventano un dolce invito per dense trasmigrazioni affettive, uscite dalle stanze dei ricordi e ora alla portata di tutti nella deliziosa malinconia di
So Lonesome.
La scrittura dei
The Ragged Jubilee si contrae nel finale quando il suono si accartoccia sulla morfologia delle parole in
The Wicked One e nella trascendente bonus track di
Where We Walked, per drucire nell'accompagnamento insinuante e imperioso della possente
The Moan. Una lunga e intensa jam di 8 minuti per tenere traccia della posizione mutevole di
In The Valley legata alla leggerezza illuminante del rock.