
Il blues-rocker dell’Iowa studia sempre con precisione le misure delle chitarre, ne recinta le parti con la slide acustica ed elettrica e al momento opportuno piazza in bella vista la struttura di granitici riffs anni ’70, il concentrato della gagliarda
Down Home Blues che apre
Game of Life, l’ottavo disco di
Bryce Janey. Una interessante profondità di scrittura da un'ulteriore spessore a
Kicked Like a
Dog, delle radiografie all’ipocrisia sociale compiuta attraverso continue domande, di stare al gioco e andare avanti a testa alta come nella
Title-track, in perfetta sintonia con il power trio (Dan Johnson e Eric Douglas) e coi sentimenti che continuano ad esistere sotto il pelo di un coriaceo blues (brillano
Waitin' for the Bus e
In Your Kitchen).
Progressioni in
Goin' Down to the River,
In The Mood,
Flying High On Your Love e
Stone Cold & Crazy che hanno lo stesso ritmo del nostro respiro anche se non mozzano il fiato, ma lasciano anche il tempo a interessanti incursioni malinconiche in
Come and Go Blues e nei 6 minuti finali di
Faithfully dal miglior bluesman dell’Iowa, premiato –giustamente- lo scorso inverno all’International Blues Challenge di Memphis e vincitore nella seziono ‘solo’ per il bel disco auto-prodotto e acustico dello scorso anno,
Down Home Blues. Che
Bryce Janey abbia mestiere e talento da vendere, credo sia fuori discussione.