Il duo dell’Indiana ritorna a spaziare nel blues del delta Mississippi, in
Junkyard Speed Ball si riaprono traiettorie dove non ci sono confini né punti cardinali, dove non si avverte quel sentimento di ‘non aderenza’ che lasciava staccati nel precedente All You Can Eat. I
Left Lane Cruiser aprono sempre le bocche soprattutto per permettere a dell’ottimo Jameson Whiskey di entrare in circolo, ma senza ottundere i sensi perchè ci pensano riffs, armonica e del solido punk-blues a tenere svegli: l’inclinazione al vuoto e alla dimenticanza favorita dall’eccesso alcolico solca l’intero
Junkyard Speed Ball, dall’armonica febbricitante di
Lost My Mind alla sprezzanti e chitarristiche
At The Denny´s e
Weed Vodka.
Freddy Evans (voce e chitarra) e Brenn Beck (voce e percussioni) trovano sempre il modo di infilarci nel mezzo una critica spietata delle abitudini di chi comanda -gente ottusamente dispotica- aggiungendo le tastiere/organo di James Leg (aka John Wesley Myers) dei the Black Diamond Heavies, vitali nella meravigliosa ballata di
Giving Tree, così malinconica, sospesa ma soprattutto capaci di creare asimmetrie melodiche in
Hip-Hop e nella ballata di
Pig Farm, a ripercorrere l’infanzia di Freddy.
E reggono ai fin troppi instabili sbalzi che con amore creano i
Left Lane Cruiser:
Circus a
Shine, a
24 Hr, l’indiavolata
Represent al tenebroso splendore di
Cracker Barrel e
Road Again. Stavolta i
Left Lane Cruiser non mettono piombo nelle ali delle canzoni di
Junkyard Speed Ball, un disco che non spiccherà il volo, ma cammina con i piedi per terra a passo deciso e senza tentennamenti.