
Segni decifrabili, una forza cinetica nel labirinto dell'Outlaw Country Music e dell'Americana, Jason Boland è ancora capace di accendervi una luce.
The Last Kings of Babylon è la summa di 25 anni di carriera, la reunion con Lloyd Maines che ha prodotto gli inizi di
Jason Boland & The Stragglers è la base vitale di questo splendido ritorno...
Per come The Last Kings of Babylon è abitato da “oggetti smarriti” nel recente passato, còlti con partecipazione emotiva ricca e complessa (che avvio,
Next to Last Hank Williams e la carica agreste di Truest Colors), ma insieme tendendo a ricondurne alla razionalità, le spinte.
Un magma di squilibri continuamente sorpresi (
Take Me Back to Austin), apparentemente rimossi (
One Law At A Time e Irish Goodbye), per poi venire riaffermati diversamente e altrove nelle 3 covers scelte.
Un serrarsi e riaprirsi ininterrotto, solido come
Drive scritta con Jason Eady, di puro godimento elettrico con
Ain’t No Justice di Randy Crouch e concludendo con uno dei più celebri songwriter che in Oklahoma ha trovato ispirazione e fama.
Jimmy LaFave e
Buffalo Return To The Plains.
Anche lui mi ha accompagnato negli anni americani, in quell'andare e venire con l'Italia, di oggetti smarriti, panni sporchi ed effetti personali.
Strane vite e amori in corso che oscillano ancora nella mia Vita.