
Un portico, il Mississippi e una vista ampia e ben definita sull'Hill Country Blues.
Lì
Reverend Peyton's Big Damn Band poggia una strumentazione ridotta all'osso, un disco per lo più acustico.
Il primo di una passionale discografia.
Il Trio torna alle radici del Blues, canzoni nuove e legate alla sua storia, esponendola alla materia bruciante della chitarra steel (superbo il lavoro tra
Honeysuckle e If I Had Possession Over Judgement Day).
Lo spazio di
Honeysuckle sembra sconfinato, mai piatto e per questo facile da essere abbracciato, tra il gospel avvolgente di
Looking for a Manger o dove l’occhio non perde appigli con i risvolti diversi della vita (
Nell (Prison Cell Blues)).
Per come va incontro a uno scatto illuminante in
Freeborn Man e Let Me Go, a quelle visioni che portano forse alla ridefinizione dei valori della vita (piccole perle
The Good Die Young e I Can't Sleep).
Volti, corpi e musica che assorbono le emozioni generate dal racconto di Honeysuckle.